13 Settembre 1964



Fu una data storica il 13 Settembre del 1964 perché segnò l'esordio nella massima serie del Cagliari e nello stesso tempo la prima partita in serie A di Gigi Riva. Uomo schivo, ma bomber di razza che portò lo scudetto in Sardegna per la prima ed unica volta.
L'esordio fu alla prima giornata di campionato della stagione 1964/1965 all'Olimpico di Roma contro la compagine giallorossa.
 La Stampa del 14 settembre racconta così l'incontro: " La Roma a stento supera il Cagliari : 2 a 1. Negli ultimi venti minuti della gara la Roma ha rischiato di veder naufragare un risultato che nel corso del primo tempo sembrava aver saldamente acquisito. Gli uomini di Lorenzo non avevano messo in mostra un gran gioco, ma come già avevano chiaramente indicato le gare precampionato, anche ieri hanno concesso poco alla platea per mirare solo al sodo. 
Ben registrata in difesa con il solito infallibile Schnellinger nel ruolo di "libero", un Losi già in forma e un tenace Ardizzon che ha quasi annullato Nené, la squadra giallorossa ha anche ritrovato l'intelligenza calcistica di Angelillo. L'argentino infatti, finchè il fiato l'ha sorretto, ha dato ragione a Lorenzo emergendo con tutta la sua statura di impareggiabile regista dell'intero complesso. Ne trovava grande vantaggio Nicolè, che sembra stia ritrovando lo smalto dei vecchi tempi e tutta la giovane prima linea. Nella ripresa, però, i giallorossi hanno peccato di sufficienza e una volta che il Cagliari riusciva a superare il timore reverenziale di cui era rimasto vittima nella prima parte della gara, veniva alla ribalta il fragile morale di una Roma che sembrava ricalcare i passi della Roma timorosa e balbettante dello scorso anno. 
I due goal, più che ai difensori, sono da addebitarsi alla cattiva sorte e ad un infortunio del portiere Colombo. Infatti, Leonardi, quando ha calciato la palla della prima rete l'ha involontariamente svirgolata ingannando Colombo, mentre il tiro di Francesconi veniva intercettato dal portiere cagliaritano che però si faceva poi sfuggire la sfera in rete.
Rimontare i due goal non era impresa facile perché Gallardo e Nené parlavano un linguaggio troppo diverso per improvvisare l'intesa fra di loro. Bisogna poi aggiungere che Losi e Ardizzon si dimostravano avversari pressoché insuperabili rendendo ancor più opaca la loro prestazione. Il bel goal segnato da Greatti, che batteva Matteucci con un gran tiro a mezz'altezza ad un quarto d'ora dalla fine, faceva nascere qualche speranza, ma nessuno degli avanti cagliaritani riusciva a ripetere la prodezza. E in fondo non sarebbe stato giusto, pensando che al 26' del primo tempo l'arbitro con una discutibile decisione aveva annullato per un fuorigioco di posizione di Francesconi un goal di Angelillo scaturito al termine di una travolgente azione personale dell'argentino."





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