Brasile e Danimarca sono due nazioni che distano migliaia di chilometri. Sono addirittura in due continenti diversi e calcisticamente hanno avuto nella loro storia fortune completamente differenti. Una tra le più forti del mondo ed ha dato i natali a campioni immortali, l'altra ha avuto un paio di generazioni di rilievo e poco altro.
Ma entrambe hanno avuto un fortunoso destino in comune. Sono riuscite a vincere una competizione nazionale a squadre senza aver superato sul campo le qualificazioni.
Si. Avete capito bene. E come è possibile ??
Si. Avete capito bene. E come è possibile ??
Per raccontarvi la prima storia bisogna tornare indietro di quasi 30 anni, per l'esattezza nel 1991. Si disputavano i gironi di qualificazione per Euro92 e nel girone 4 la Jugoslavia otteneva la qualificazione con un solo punto di vantaggio nei confronti della Danimarca. Ma nella penisola balcanica era in atto un conflitto bellico fratricida e nell'estate del 1991 i disordini politici raggiunsero
il picco e, nel giro di pochi mesi, iniziò la disintegrazione della
Jugoslavia e, di default, anche dela squadra nazionale. Le Nazioni Unite non rimasero indifferenti ed il 1° giugno 1992, solo 10 giorni prima dell'inizio del Campionato Europeo, imposero sanzioni alla Jugoslavia, che includevano anche l'esclusione dagli eventi sportivi. La Uefa, dal canto suo, dovette rispettare le direttive ed escluse la fortissima formazione balcanica e ripescò la Danimarca, in quanto seconda classificata nel girone 4 delle qualificazioni. Tutti i giocatori danesi, in piena estate, erano già a godersi il sole in posti esotici ma dovettero, in tutta fretta, rientrare per essere pronti per l'esordio il 10 Giugno a Malmo contro l'Inghilterra. E da lì iniziò la cavalcata verso la vittoria finale che si concretizzò con un secco 2 a 0 contro la Germania nella partita di Goteborg che sancì un miracolo sportivo.
La seconda storia, molto più recente, nasce da un comunicato della Fifa del 22 Febbraio 2019 che, tradotto in italiano, suona più o meno così :
" A seguito di varie visite ispettive della Fifa e di ulteriori incontri con la Federazione Peruviana (FPF) e in vista di una serie di sfide organizzative e infrastrutturali legate alla consegna dell'evento, l'Ufficio di presidenza del Consiglio FIFA ha deciso che la FIFA U17 World Cup non si disputerà più in Perù".
Qualche giorno dopo venne scelto il Brasile come paese ospitante e di conseguenza la nazionale brasiliana che aveva fallito la qualificazione alla competizione è stata iscritta di diritto. Ed esattamente come successe per la nazionale danese, partita dopo partita, sospinti dal proprio pubblico, sono arrivati a conquistare la Coppa del Mondo U17.
La sfortuna di alcuni è la fortuna di altri.
La seconda storia, molto più recente, nasce da un comunicato della Fifa del 22 Febbraio 2019 che, tradotto in italiano, suona più o meno così :
" A seguito di varie visite ispettive della Fifa e di ulteriori incontri con la Federazione Peruviana (FPF) e in vista di una serie di sfide organizzative e infrastrutturali legate alla consegna dell'evento, l'Ufficio di presidenza del Consiglio FIFA ha deciso che la FIFA U17 World Cup non si disputerà più in Perù".
Qualche giorno dopo venne scelto il Brasile come paese ospitante e di conseguenza la nazionale brasiliana che aveva fallito la qualificazione alla competizione è stata iscritta di diritto. Ed esattamente come successe per la nazionale danese, partita dopo partita, sospinti dal proprio pubblico, sono arrivati a conquistare la Coppa del Mondo U17.
La sfortuna di alcuni è la fortuna di altri.

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